Farsi ultimo per servire

la santità nascosta di Alberto Michelotti

Gesù dice: «Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore». Alberto, capace di guidare, scelse di servire.

Un ragazzo di Staglieno

Alberto nasce a Genova nel 1958, in una famiglia semplice. Cresce nella parrocchia di San Bartolomeo di Staglieno.

Fin da giovane è catechista e animatore dell’Azione Cattolica Ragazzi. È brillante negli studi e amante della montagna, scuola di silenzio e fatica.

L'incontro che cambia la vita

Il parroco don Mario Terrile lo scuote con parole nette: «Davanti a te ci sono tanti specchi… spaccali».

L’incontro decisivo arriva nel 1977, a una Mariapoli dei Focolari. Alberto scrive: «C’è “Qualcuno” che entra sempre più nella mia giornata, è Gesù».

Da quel momento tutto cambia direzione.

Autorità come servizio

Studente di ingegneria, dal 1979 guida il gruppo Gen della Val Bisagno. Ma per lui guidare significava servire.

Segue la parola di Gesù, venuto «non per essere servito, ma per servire». Amava mettersi all’ultimo posto per aiutare gli altri.

Gesù nei poveri

Alberto cercava Gesù nei più piccoli. «Ogni volta che l’avete fatto a uno di questi, l’avete fatto a me», dice il Vangelo.

Andava nei carrugi di Genova e alla “Stella Maris” del porto, tra i marinai stranieri senza lavoro.

Per un ragazzo del Ghana cercò dei pantaloni; scrisse: «forse è la prima volta che sono felice».

Radicato nell'Eucaristia e in Maria

La sua carità nasceva dalla preghiera. Correva per la città pur di partecipare all’ultima Messa e incontrare Gesù nell’Eucaristia.

Aveva un cuore filiale verso la Madonna. Raccomandava all’amico: «Tieniti attaccato alla Madonna, pensa a lei».

Il chicco di grano

Gesù dice: se il chicco di grano cade e muore, porta molto frutto.

Il 18 agosto 1980 Alberto affronta una scalata sul massiccio dell’Argentera. Cade nel canalone della Lourousa e muore, a soli 22 anni.

Nel dolore, gli amici testimoniarono una pace sorprendente, come dentro un disegno d’Amore.

Un'eredità silenziosa

Gli amici hanno chiamato il suo esempio “l’eredità silenziosa di Alberto”. Non grandi imprese, ma amore quotidiano e concreto.

Oggi Alberto è Servo di Dio, insieme all’amico Carlo. La sua vita ci ricorda che i talenti fioriscono solo quando, come lui, li mettiamo al servizio degli altri.

Insieme possiamo

Supporta con noi la causa

Supporta la nostra mission che è diffondere la vita e l’esperienza di A&C.
“Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo.” (Madre Teresa di Calcutta)

Solverwp- WordPress Theme and Plugin